martedì, gennaio 09, 2007

Una mattina di Gennaio a Mondello...

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venerdì, giugno 30, 2006

"Le parole sono importanti..."

aus Caro Diario von Nanni Moretti

Ricordate l'indimenticabile dialogo fra Michele (alias Nanni Moretti) e la giornalista nel film "Palombella Rossa"?

-  No... io non lo so, però senz'altro lei ha un matrimonio alle spalle a pezzi...
- Ma che dice?!
- Scusi forse ho toccato un argomento...
- Non è l'argomento, è l'espressione!... "Matrimonio a pezzi"...
- Preferisce "rapporto in crisi"? Però è così kitsch!...
- [si tocca il cuore] Dove l'è andata a prendere quest'espressione, dove l'è andata a prendere?!...
- Io non sono alle prime armi...
- "Alle prime armi"?! Ma come parla?!
- Anche se il mio ambiente è molto cheap...
- Il suo ambiente è molto ...

- CHEAP!
- [sberla] Ma come parla?!
- Senta ma lei è fuori di testa!!
- [sberla] E due! Come parla?! Come parla?! Le parole sono importanti! Come parla?!

E' senz'altro così...Le parole sono importanti...Le parole sono importanti...Ma quanto poco sappiamo usarle...quanto siamo in grado di cogliere in esse le sfumature essenziali che rivelano le recondite profondità di un dialogo???

Dice Thomas Mann: "La parola esatta ferisce. Alla realtà piace che si parli con frasi sciatte; ogni artistica precisione nel definirla le procura altrettanto veleno. Eppure il vero amante della parola preferirà inimicarsi il mondo che sacrificare una sola sfumatura"...

E noi??? Siamo dei veri amanti della parola??? Come usiamo le nostre parole???

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mercoledì, giugno 28, 2006

"Individui ricchi d'amore"

"L'insegnante deve rivelarsi come essere umano. [...] Credo che l'insegnamento sia questo...un processo nel quale io non volgio trasformarti a mia immagine, come io desidererei, ma voglio ricondurti a te stesso, a ciò che sei, alla tua unicità, alla tua bellezza originaria"   (L. Buscaglia, Vivere, amare, capirsi)

"Forse l'amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso" (A. Saint-Exupery)

In questi giorni, alle prese con scrutini e valutazioni di fine anno, avverto sempre più, giorno dopo giorno, il peso del giudizio...Bocciare o promuovere un ragazzo è una scelta estremamente difficile, che comprende così tanti fattori...

Allora, ciò che conta, al di là della valutazione finale, è la relazione che si è creata fra il ragazzo e l'insegnante: occorre, infatti, che quest'ultimo sia non solo un essere umano, ma un individuo ricco d'amore, che sappia valorizzare e promuovere l'unicità di ogni allievo, al di là del suo rendimento scolastico.

Ora, credo che, seguendo la lezione dei Salmi, i due criteri che debbano ispirare il giudizio, siano la Misericordia e la Verità...La Misericordia senza Verità diventa buonismo, mentre la Verità senza Misericordia diventa spietatezza...

Allora? Misericordia e Verità s'incontreranno...e nel frattempo, forse, tanti insegnanti dovrebbero realmente rivelarsi come essere umani...ma...

...il giudizio non è mai facile...

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lunedì, giugno 26, 2006

"Il tempo delle fragole"

Ecco una parabola che Buddha narrò ai suoi discepoli:

"Un uomo incontrò una tigre in un campo. Questa lo inseguì ed egli fuggì.

L'uomo arrivò sull'orlo di un precipizio, inciampò e cominciò a cadere nel vuoto. Allora stese la mano e si aggrappò a un piccolo cespuglio di fragole che cresceva lungo il fianco del dirupo.

Rimase lì appeso per qualche istante, con sopra la tigra affamata, e sotto il profondo burrone dove avrebbe presto trovato la morte.

All'improvviso scorse una bella fragola matura in mezzo alle foglie. Tenendosi al cespuglio con una mano, colse la fragola con l'altra e se la mise in bocca. Non aveva mai assaggiato una fragola più dolce in vita sua!"

Miei cari amici...a volte, nella vita, ci troviamo in situazioni di estrema difficoltà...ci sentiamo anche noi  fra la tigre e il burrone...

E in questi casi, cosa occorre fare? Quando proprio non troviamo (o non esiste!) una soluzione, allora tanto vale assaggiare quella fragola! E quali sono le nostre fragole? Un buon libro, una tazza di caffè, una canzone che ci piace, un film al cinema, la telefonata ad un amico...

Tutte queste cose ("fragole") non ci traggono fuori dalla situazione difficile, ma ci aiutano ad affrontarla meglio poichè ci mettono di buon umore...

E voi? Quali sono le vostre "fragole"?

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domenica, giugno 25, 2006

"Il sesto senso"

"Per uno scrittore "inventare" somiglia molto a ricordare qualcosa che non è mai accaduto o che è accaduto in parte.

Riferire un avvenimento vuol dire evocarlo...

Mi riferisco allo "spazio mentale" dentro cui inventiamo e costruiamo (facciamo accadere) le nostre storie.

E' il regno che potremmo chiamare "del sesto senso", dell'intuizione..." (V. Cerami, Consigli a un giovane scrittore).

Scrivere, girare un film, disegnare un'immagine...sono tutte operazione che rivelano quella segreta facoltà, presente negli uomini, che si chiama immaginazione, e che si configura proprio come un sesto senso che ci consente di scorgere uno squarcio nel reale così da penetrare in territori che normalmente restano celati a chi non è dotato di tale capacità intuitiva...

Adesso vi chiedo: quanto siete disposti ad abbandonarvi a questo sesto senso??? Quanto siete disposti a lasciarlo operare in voi???

postato da: mymy alle ore 18:07 | Permalink | commenti (7)
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giovedì, giugno 22, 2006

"E poi non ne rimase nessuno..."

Da circa dieci mesi, insieme ad altri dieci pazzi, stiamo provando a mettere in scena il giallo di Agatha Christie "Dieci piccoli Indiani", noto, soprattutto per la sua conclusione: "E poi non ne rimase nessuno...".

I dieci protegonisti, misteriosamente invitati in una villa solitaria su di un'isola a forma di testa, vanno morendo ad uno ad uno uccisi da un folle omicida di cui si ignora l'identità fino al termine del romanzo, e ogni volta che uno di loro muore, scompare una delle dieci statuette di porcellana a forma di Indiano che stanno sul camino del salotto della casa (da qui il titolo...).

L'impresa è appassionante, ma dubito che riusciremo ad andare in scena prima dell'estate...

Casomai, sappiate che state leggendo il blog della futura Greta Garbo, Ingrid Bergman, Vanessa Redgrave...

Bè...se non altro, recitare insieme agli altri è un'esperienza bellissima e assolutamente coinvolgente!

Il mio ruolo nello spettacolo? Vera Claythorne, la giovane segretaria dei misteriosi signori Owen (che non compariranno fino alla fine del dramma)...

Dunque: tutti invitati per la prima (e l'ultima...temo!).

A presto!

postato da: mymy alle ore 21:24 | Permalink | commenti (16)
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martedì, giugno 20, 2006

"Un amore non estremo ma autentico?"

Finalmente in ferie, riapro questa mia finestra sul mondo...dopo lunghissimi mesi di assenza e innumerevoli esperienze e mutamenti esistenziali!!!

Sono ancora qui... E voi??? Vi sono mancata??? Tornate a farmi visita...stavolta non mancherò più per così lungo tempo...

Nel frattempo vi dedico una frase tratta dal libro che sto leggendo per ora e che mi sento di consigliare a coloro che hanno una passione particolare per le situazioni assurde ed ingestibili, nonchè una innata "vocazione" a mettersi nei guai...E, personalmente, mi ritengo parte di questa categoria...

"L'innamoramento è sempre un'esperienza estrema: quando ci si innamora, l'altro diventa un'ossessione" (Ian McEwan, L'amore fatale)

Un'ossessione assurda e...grottesca! Ma, la questione è: "esiste un amore che non sia estremo e che sia autentico???

A presto, miei cari...

postato da: mymy alle ore 15:28 | Permalink | commenti (12)
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giovedì, novembre 17, 2005

Namaste

Manco da tanto, troppo tempo...

Improrogabili impegni di lavoro e un'inspiegabile riluttanza mi hanno tenuto lontano dalle pagine del mio blog,,,

Ma sono qui...ancora una volta ancorata alla flebile speranza di trovare chi non ha perso la speranza attendendo o, addirittura, sollecitando un mio ritorno...

Preferisco tacere i particolari della mia vita privata, i cui aggiornamenti vi fornirò nelle prossime puntate...da quando qualcuno si è progressivamente allontanato dalla mia esistenza, barcollo fra attimi di inconsapevole ebbrezza e istanti di profondo sconforto...nell'attesa di una risposta che si cela nella nebbia dell'incomprensibile...

E come la mia vita somiglia sempre di più ad un romanzo introspettivo, così dedico a tutti coloro che amano leggere un pensiero scritto da Leo Buscaglia nel suo bellissimo saggio Vivere, amare, capirsi...

"Desidero lasciarvi con queste parole: in India, quando incontrate qualcuno o vi accomiatate da lui, giungete le mani e dite: "Namaste". Significa:"Io onoro in te il luogo dove risiede l'intero universo. Se tu sei in quel luogo in te, e tu sei in quel luogo in me, siamo una cosa sola". Namaste".

Namaste, caro...

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domenica, luglio 31, 2005

L'umiltà della tragedia

"Montalbano non seppe né comu né pirchì, ma tutto 'nzemmula si susì, currì in cucina. Michela non c'era. S'affacciò al balcone rapruto. [...] Michela si era ghittata giù, senza diri una parola, senza fari un grido. E il commissario capì che la tragedia, quann'è recitata davanti alle pirsone, assume pose e parla alto, ma quanno è profondamente vera parla a voce vascia e ha gesti umili. Già, l'umiltà della tragedia." (A.Camilleri, La luna di carta)

Chi prova un dolore grande, chi porta in sè una grave sofferenza interiore non grida e non geme...Serba nel suo cuore il pensiero che lo turba con umiltà e compostezza..."L'umiltà della tragedia", come direbbe il commissario Montalbano...

In questa sera di domenica, l'ultima del mese di Luglio, voglio dedicare un pensiero a tutte quelle persone che vivono la loro tristezza nella solitudine e nel silenzio, nell'attesa di un abbraccio, di un Incontro autentico che dissipi le tenebre dei loro cuori ridestando in essi una dolce vibrazione...

Pensando soprattutto a loro, trascrivo questi versi, nella speranza che...

"Oh leggerezza che riposi eterna,
dove l'indugio cresce nel pensiero

prendi la vita e lanciala nel buio
con il colore che materno crede
nella resurrezione dell'amore.

Il seprio che fa ridere la folla
e crepitare la materia, suona
come il bacio che invoca la mia morte
e la figura esce dalle mani
dell'Artista,
che di Dio crea
soltanto con il suo respiro
"

(A.Merini, Eternamente vivo)

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mercoledì, luglio 20, 2005

Neverland

Stamattina mi è capitato di vedere questo film (Neverland, appunto!) a mesi di distanza dalla sua uscita nelle sale cinematografiche...

Il film racconta storia di James M.Barrie, affermato drammaturgo scozzese che, stufo dei soliti vecchi temi, inaspettatamente trova una nuova ispirazione quando un giorno, durante la passeggiata che fa ogni giorno per i giardini di Kensington, incontra la famiglia Llewelyn Davies, quattro bambini orfani di padre e la loro bella madre. Nonostante la disapprovazione della nonna dei bambini e il risentimento di sua moglie, Barrie fa amicizia con la famiglia trasformando i ragazzi nei "ragazzi perduti dell'isola che non c'è". Dalle avventure elettrizzanti dell'infanzia scaturisce il capolavoro di Barrie, Peter Pan.

A prescindere dalla convenzionalità della trama, il film presenta delle piacevoli scene di astrazione dalla realtà, dispiegando, dinanzi agli occhi ingenui dello spettatore, un sottile gioco di illusioni che consentono di infrangere i tristi movimenti della quotidianeità per rifugiarsi in un flusso inaspettato di fantasia che si apre sul mondo della possibilità...

Al di là di ogni valutazione... credo che la storia narrata nel film ci ponga dinanzi alla seguenti questioni: è possibile per  un adulto possedere ancora quella facoltà di immaginazione di cui si è tanto dotati da bambini? E, soprattutto, tale fantasia riesce effettivamente a mascherare le deformazioni della realtà, presentandole sotto una luce nuova, oppure si rivela, ancora una volta, blanda ed illusoria???

Beh...credo che se fossimo in grado di conservare in noi almeno un riflesso di quest'immaginazione, sapremmo affrontare avversità e dolori con una freschezza ed una leggerezza del tutto inaspettate...

 

postato da: mymy alle ore 21:45 | Permalink | commenti (14)
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