19 Luglio 1992 - 19 Luglio 2004
«La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità» (P.Borsellino, 23 Giugno 1992, commemorando la morte dell'amico Falcone...)
Passando ieri notte in autostrada, nel tratto presso Capaci in cui nel '92 venne ucciso Falcone con la sua scorta, noto una cosa mai vista prima...Lungo l'autostrada si erge un'alta lapide che porta incisi il nome del giudice, della moglie e dei tre agenti della scorta morti nell'esplosione...Ma ciò che appare più raccapricciante è una piccola costruzione sulla montagna proprio in corrispondenza della lapide, tutta illuminata di rosso..forse ad indicare il punto da cui è stato dato l'ok per fare esplodere l'autobomba...
E' macabra ed inquietante, ma trasmette bene il senso di persistenza nella memoria, l'inevitabilità e la necessità del ricordo, non una sterile reminiscenza di quanto accaduto, ma l'effettivo mutamento di pensieri e comportamenti, lo sradicamento di logiche erronee, l'apertura a comportamenti fondati su onestà morale ed intellettuale...
Eppure in questa mia terra, in questa nostra terra, "bellissima e disgraziata", tutto appare tacere nuovamente...
Accadde 12 anni fa, accadde 12 anni fa...












Buon festino a tutti!





Fra gli alberi, la piccola costruzione si ergeva timida eppure imponente, con quella possanza che solo dall'Eterno può trarre nutrimento...E fra le pareti, il disegno di una finta porta, da cui faceva capolino il corpo di un uomo, un frate, anch'esso dipinto, a intimare il silenzio...quasi invitasse il visitatore a tacere dinanzi al miracolo di quello che accadeva, ad ascoltare, con muto stupore, il silenzio dell'Eterno, lasciandosi riempire dalla grandezza del suo mistero...
C'erano 34 gradi!!! Ma il calore era dentro più che fuori...


