lunedì, agosto 09, 2004

 Entrée du camp d'Auschwitz

9 Agosto 1942. Muore ad Auschwitz suor Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein. Edith Stein

Donna di profonda cultura, ebrea, nata a Breslavia nel 1891, dopo essersi professata atea, da giovane, diviene allieva e poi assistente di Husserl all'universita' di Gottingen. Col tempo sarà autrice di saggi filosofici di ampio respiro, traduttrice di san Tommaso e docente nell'Istituto di Pedagogia di Munster. Folgorata dall'autobiografia di Teresa d'Avila, si converte improvvisamente alla religione cattolica, chiede il battesimo nel 1922, quindi segue una vocazione, da sempre celata nella sua anima: prende i voti ed entra per sempre a far parte delle suore carmelitane, dedicandosi all'insegnamento. Ben presto, però, il regime nazista la sospende dalla professione a causa delle sue origini ebree. Con l'acuirsi delle persecuzioni razziali, la notte di Capodanno del 1938 i superiori la trasferiscono nel convento di Echt in Olanda. Ma all'alba del 7 Agosto del 1942, le milizie della Gestapo la prelevano dal monastero, insieme alla sorella, e la conducono nel campo di concentramento di Auschwitz, nel quale, dopo soli due giorni, percorrerà la buia strada che la condurrà alla camera a gas...

Oggi proclamata patrona d'Europa, viene così ricordata da Giovanni Paolo II: "Ci inchiniamo profondamente di fronte alla testimonianza della vita e della morte di Edith Stein, illustre figlia di Israele e allo stesso tempo figlia del Carmelo. Suor Teresa Benedetta della Croce, una personalità che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo, una sintesi ricca di ferite profonde che ancora sanguinano"...

La storia di Edith Stein ci spinge, ancora una volta, a considerare quale folle spettacolo di atrocità e violenza abbia caratterizzato la nostra età, ma soprattutto, desta in noi un senso di allerta: l'invito ad individuare nuove scintille di odio razziale e a far di tutto per smorzarle sul nascere...

Crediamo di essere profondamente distanti da tutto ciò, ma forse, proprio in questo momento, latenti ma percettibilmente presenti, nuovi fermenti di intolleranza religiosa e razziale covano nei nostri universi...

Edith Stein

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domenica, agosto 08, 2004

"Ritorna più forte,vento di settentrione, che rendi care le catene e suggelli le spore del possibile!"

e44-Eugenio-Montale

Eh, Montale, Montale...quante lunghe ore passate al liceo o all'università a leggere e rileggere le poesie di quest'autore..."Ogni sua poesia contiene in sè una fabula: è come un piccolo romanzo...racchiude un'intera storia". Queste le parole del mio professore d'Italiano...Ed ora, per ragioni di studio, mi trovo a condurre una ricerca sulla poesia Notizie dall'Amiata, contenuta nella raccolta Le Occasioni ...

La poesia è dedicata ad Irma Brandeis, la sua donna, la Clizia presente in tanti suoi testi, ed è stata composta in occasione di un soggiorno del poeta sulle pendici del monte Amiata...

Se qualcuno di voi avesse spunti o suggerimenti utili a questo mio lavoro di ricerca...sarei profondamente grata!!! Intanto, dono a tutti voi di gustare le inebrianti parole del testo del poeta...

Notizie dall'Amiata

Il fuoco d'artifizio del maltempo
sarà murmure d'arnie a tarda sera.
La stanza ha travature
tarlate ed un sentore di meloni
penetra dall'assito. Le fumate
morbide che risalgono la valle
d'elfi e di funghi fino al cono diafano
della cima m'intorbidano i vetri,
e ti scrivo da qui, da questo tavolo
remoto, dalla cellula di miele
di una sfera lanciata nello spazio
e le gabbie coperte, il focolare
dove i marroni esplodono, le vene
di salnitro e di muffa sono il quadro
dove tra poco romperai. La vita
che t'affabula è ancora troppo breve
se ti contiene! Schiude la tua icona
il fondo luminoso. Fuori piove.
E tu seguissi le fragili architetture
annerite dal tempo e dal carbone,
i cortili quadrati che hanno nel mezzo
il pozzo profondissimo; tu seguissi
il volo infagottato degli uccelli
notturni e in fondo al borro l'allucciolio
della galassia, la fascia d'ogni tormento.
Ma il passo che risuona a lungo nell'oscuro
è di chi va solitario e altro non vede
che questo cadere di archi, di ombre e di pieghe.
Le stelle hanno trapunti troppo sottili,
l'occhio del campanile è fermo sulle due ore,
i rampicanti anch'essi sono un'ascesa
di tenebre e dil loro profumo duole amaro.
Ritorna domani più freddo, vento del nord,
spezza le antiche mani dell'arenaria,
sconvolge i libri d'ore nei solai,
e tutto sia lente tranquilla, dominio, prigione
del semso che non dispera! Ritorna più forte
vento di settentrione che rendi care
le catene e suggelli le spore del possibile!
Son troppo strette le strade, gli asini neri
che zoccolano in fila danno scintille,
dal picco nascosto rispondono vampate di magnesio...
...Questa rissa cristiana che non ha
se non parole d'ombra e di lamento
che ti porta di me? Meno di quanto
t'ha rapito la gora che s'interra
dolce nella sua chiusa di cemento.
Una ruota di mola, un vecchio tronco,
confini ultimi al mondo. Si disfà
un cumulo di strame: e tarli usciti
a unire la mia veglia al tuo profondo
sonno che li riceve, i porcospini
s'abbeverano ad un filo di pietà.
 
(Eugenio Montale, "Le Occasioni", 1951)
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sabato, agosto 07, 2004

Vela Bianca

"Come sa fare chi è molto giovane o molto vecchio, avevamo finalmente imparato a stare seduti uno accanto all’altra senza dire niente, contenti solo di stare vicini…” (S.Bambarén, Vela Bianca).

Sfoglio le pagine di questo libro: i caratteri sono di un colore blu intenso. "Stressante!" dice qualcuno. "Rilassante" rispondo io. Anche se la profondità dei contenuti lascia un pò a desiderare e lo stile talvolta è quasi infantile, senza volerlo ci si trova a veleggiare in alto mare insieme ai due protagonisti della storia, sospinti dalla medesima brezza che avvolge i loro istinti...

Respiro la stessa atmosfera che trovavo nei romanzi di P.Coelho: bastano poche impressioni, una lingua molto semplice ed una trama scorrevole ed ottimista per creare suggestioni positive ed inebriare l'animo di sensazioni piacevoli e profumate...

Letteratura new-age? Forse! Ma in ogni caso emerge il tentativo di incoraggiare l'animo del lettore destando atmosfere solari e risvegliando istinti e desideri sopiti...

Foto

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venerdì, agosto 06, 2004

 

Nassiriya: italiani assediati.

A Najaf uccisi 300 iracheni

15.37 - IRAQ: NASSIRIYA, COLPI DI MORTAIO CONTRO PATTUGLIE RUMENE. Continuano gli scontri a Nassiriya. Intorno alle 16.30 locali (le 14.30 in Italia), alcuni colpi di mortaio sono esplosi nelle vicinanze di due pattuglie rumene schierate nella zona sud della città. Nel frattempo, non accennano a placarsi gli scontri a fuoco tra miliziani e lagunari italiani in atto da alcune ore nella zona dei ponti sull'Eufrate.

So da fonti certe che è giunto in Italia un nuovo ultimatum di Al Qaeda, che invitava a ritirare le truppe dal territorio iracheno entro quindici giorni altrimenti si sarebbe avviato un attacco terroristico contro la nostra nazione. A questo punto mi chiedo: cosa legittima la presenza di presidi militari stranieri all'interno di un territorio non più in guerra? Per quale motivo l'Italia non procede ad un ritiro immediato delle truppe dalla nazione irachena?

Al di là dell'ultimatum, credo che una tale presenza militare sia assolutamente condannabile ed ingiustificata, e mi affligge pensare che la maggior parte dei miei coetanei non la pensi così e che, al contrario, vede nelle truppe italiane rimaste in Iraq l'espressione di operazioni umanitarie condotte esclusivamente a beneficio della nazione irachena...

Ma cos'ha di umanitario tutta questa violenza ingiustificata? Cos'ha di umanitario un'operazione bellica che, malgrado ogni smentita, continua a sussistere sul territorio iracheno da circa un anno e mezzo? Cos'ha di umanitario una guerra, considerata addirittura "preventiva"?

E quanto aveva ragione Quasimodo quando diceva: " Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo..."



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giovedì, agosto 05, 2004

Kals'Art 2004



La Kalsa, il quartiere palermitamo con oltre mille anni di storia, sede politica e militare degli Arabi alla fine del '900, diventa un grande museo all’aperto, un enorme palcoscenico, uno spazio tutto da vivere tra arte, cultura e spettacolo, una grande isola pedonale nella quale, fino al 22 settembre, dalle 21 alle 3 di notte, si possono trascorrere piacevoli serate ascoltando musica o vedendo film e spettacoli teatrali.
Tutto questo sotto un nome, Kals'Art 2004, il festival organizzato dall’Amministrazione comunale del quale, per chi fosse interessato, accludo il
programma delle manifestazioni.

Credo che la rivalutazione degli antichi spazi di una città sia una risorsa imprescindibile per la rivitalizzazione del territorio e la promozione di un sano "orgoglio cittadino": il recupero del passato diviene, così, fonte di arricchimento culturale consentendo ad ogni Palermitano di esplorare e conoscere luoghi della propria città che celano in sè profonde suggestioni e rievocano memorie dei tempi che furono...

Qualche esempio a proposito della Kalsa di Palermo? Eccolo...

La Chiesa dello Spasimo

Santa Maria dello Spasimo

 

 

 

 

 

 

 

La Chiesa della Magione

Palazzo Steri

L'ex-deposito di locomotive Sant-Erasmo




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mercoledì, agosto 04, 2004

Oggi, passando davanti allo stadio Barbera, ho notato uno stuolo di persone accalcate che urlavano e spingevano per riuscire a procurarsi uno degli abbonamenti per il prossimo campionato di calcio. Da quando il Palermo è passato in serie A, cosa che ha riempito di gioia ed entusiasmo ogni Palermitano che si rispetti (!!!),

la città si è tinta dei colori della squadra, ed ogni quartiere, ogni strada, ogni angolo è diventato rosa-nero...Va bene la festa e l'esultanza dei primi giorni, ma temo che, con l'avvicinarsi dell'inizio del campionato, certe manifestazioni possano diventare preoccupanti...Voglio dire: che il calcio occupi il primo posto schiacciando tutto il resto sembra, ancora una volta, espressione di un vuoto di valori ed interessi sempre più dilagante. Allora mi chiedo: bisogna realmente interrogarsi sula fragilità che si cela dietro a tutto questo oppure io sono solo esagerata e questo smisurato interesse per il calcio è solo segno di un sano divertimento?

 

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martedì, agosto 03, 2004

Rieccomi qui, dopo una lunga assenza più o meno desiderata! Sono di nuovo viva, presente in mezzo a voi, lieta di comunicare con quanti, come me, hanno deciso di trascorrere l'estate in casa, senza partire nè cercare mete alternative per trascorrere le vacanze...E allora che si fa? Si opta per il mondo interiore, si ricercano paradisi da contemplare senza bisogno di partire nè di viaggiare, lasciando vagare l'immaginazione e rifugiandosi nel dolce ozio della lettura, dello studio, della scrittura...A tal proposito consiglio di riprendere fra le mani un classico:

"La casa in collina", di C.Pavese, particolarmente indicato nelle lunghe sere estive...Ho trovato splendida la frase "Ogni guerra è una guerra civile", e credo che essa meriti una profonda riflessione ed un serio esame di coscienza...

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