sabato, aprile 30, 2005

Il gigante egoista

"Tutti, i giorni, finita la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del gigante.
Era un giardino grande e bello coperto di tenera erbetta verde. Qua e là sulla erbetta, spiccavano fiori simile a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano di fiori rosa perlacei e, in autunno, davano i frutti. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano con tanta dolcezza che i bambini sospendevano i loro giochi per ascoltarli.
-Quanto siamo felici qui!- si dicevano.
Un giorno il gigante ritornò. Era stato a far visita al suo amico, il mago di Cornovaglia, e la sua visita era durata sette anni.
Alla fine del settimo anno, aveva esaurito quanto doveva dire perché la sua conversazione era assai limitata, e decise di far ritorno al castello. Al suo arrivo vide i bambini che giocavano nel giardino. -Che fate voi qui?- esclamò con voce burbera, e i bambini scapparono.
-Il mio giardino è solo mio! -disse il gigante- lo sappiano tutti: nessuno, all'infuori di me, può giocare qui dentro. Costruì un alto muro tutto intorno e vi affisse un avviso:
GLI INTRUSI SARANNO PUNITI
Era una gigante molto egoista.
I poveri bambini non sapevano più dove giocare. Cercarono di giocare sulla strada, ma la strada era polverosa e piena di sassi, e non piaceva a nessuno. Finita la scuola giravano attorno all'alto muro e parlavano del bel giardino.
-Com'eravamo felici!- dicevano tra di loro.
Poi venne la primavera, e dovunque, nella campagna, v'erano fiori e uccellini.
Soltanto nel giardino del gigante regnava ancora l'inverno.
Gli uccellini non si curavano di cantare perché non c'erano bambini e gli alberi dimenticarono di fiorire.
Una volta un fiore mise la testina fuori dall'erba, ma alla vista dell'avviso provò tanta pietà per i bambini che si ritrasse e si riaddormentò. Solo la neve e il ghiaccio erano soddisfatti.
-La primavera ha dimenticato questo giardino -esclamarono- perciò noi abiteremo qui tutto l'anno.
La neve copriva l'erba con il suo grande manto bianco e il ghiaccio dipingeva d'argento tutti gli alberi.
Poi invitarono il vento del nord. Esso venne avvolto in una pesante pelliccia e tutto il giorno fischiava per il giardino e abbatteva i camini.
-E' un posto delizioso -disse- dobbiamo invitare anche la grandine.
E la grandine venne. Tre ore al giorno essa picchiava sul tetto del castello finché ruppe le tegole; poi, quanto più veloce poteva, scorrazzava per il giardino.
Era vestita di grigio, e il suo fiato era freddo come il ghiaccio.
-Non riesco a capire perché la primavera tardi tanto a venire -disse il gigante egoista mentre, seduto presso la finestra, guardava il suo giardino gelato e bianco:
-Mi auguro che il tempo cambi.
Ma la primavera non venne mai e nemmeno l'estate. L'autunno diede frutti d'oro a tutti i giardini, ma nemmeno uno a quello del gigante.
Era sempre inverno laggiù e il vento del Nord, la Grandine, il gelo e la Neve danzavano tra gli alberi" 
 (da O.Wilde, "Il gigante egoista"

                                                                                                                                     

Per ora la mia vita somiglia molto a quella del burbero gigante di Wilde: ovunque, intorno, c'è la primavera, il cielo è terso e azzurro, un luminoso sorriso rischiara il volto di chi mi circonda, ma una lieve patina di ghiaccio avvolge il mio pensiero, intrappolandolo in quel limbo sospeso fra il ricordo e la nostalgia...

Forse, per lasciare entrare la primavera, bisognerebbe solo aprire la finestra piuttosto che restare timidamente celati dietro ad una tenda, ma a volte la paura di una nuova ferita ti spinge a ricercare silenzio e conforto nel nascondimento...

...nell'attesa che il primo bocciolo di verità si dischiuda...

 

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giovedì, aprile 28, 2005

Se credi in dio e non esiste un dio

"Se credi in dio e non esiste un dio,

allora è la tua fede un miracolo anche maggiore.

Allora è davvero qualcosa d'incomprensibilmente grande.

Perchè giace una creatura nel fondo della tenebre

ed invoca qualcosa che non esiste?

Perchè così avviene?

Non c'è nessuno che ode la voce invocante delle tenebre.

Ma perchè la voce esiste?"

                                                    (P. Lagerkvist, Premio Nobel 1951)

A volte, chi non crede, esprime con un'intensità più profonda la sua ricerca di Dio, fino ad avvertirne la Sua misteriosa ed insondabile presenza senza saperLe dare un nome...

Questa sensazione genera inquietudine, turbamento: eppure non Lo cercheremmo, se non Lo avessimo già trovato...

E l'anelito all'Assoluto, la ricerca della Verità è presente in ognuno di noi...

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sabato, aprile 23, 2005

Noi eravamo lì !!!

Foto

Martedì pomeriggio. Ore 17.50. Mentre con i nostri 57 "pargoli" stavamo visitando la Villa dei Quintili (poco fuori Roma) si sente il trillo di un telefonino: un ragazzo risponde. Grida:"Professoressa, hanno fatto il Papa!!!". E io:" Dai, smettila!". Ma lui continua: "Le giuro che è vero!". Finisce di dire così che tutti i telefonini cominciamo a squillare. Penso: forse è vero...

Allora cominciamo tutti a correre, ci infiliamo nel pullman e inizia la nostra frenetica corsa verso piazza San Pietro, mentre vedevamo le immagini alla televisione e sentivamo: "Milioni di persone stanno convergendo verso piazza San Pietro...La città è bloccata...Nessuno si aspettava un tale afflusso di gente!!!".

Temerari, incoscienti e impazienti continuiamo la nostra corsa contro il tempo. Finalmente uno grida: "Vedo il cupolone!!!". Mentre finisce di dire così, vediamo alla televisione che sul balcone esce il protodiacono: "Annuntio vobis gaudium magnum...". E tutti: "Oh, no!E' troppo tardi!!!". E io:"Ragazzi, non è ancora detta l'ultima parola!".

Il traffico è lento, le vie d'accesso a piazza San Pietro sono bloccate. Mentre realizziamo tristemente che forse è davvero troppo tardi (vallo a spiegare a 57 ragazzini!), il prete che viaggiava con noi (direttore del nostro istituto e persona normalmente calma e misurata) grida all'autista:"Fermi immediatamente il pullmann! Ragazzi, tutti giù di corsa!!!".

Scendiamo di corsa. Cominciamo a correre convulsamente verso la piazza,mentre l'autista (che continua a vedere la televisione) ci grida dietro: "Guardate che il Papa è già uscito!". Noncuranti di questa informazione continuiamo a correre come pazzi: il direttore, mentre le macchine sfrecciano convulsamente per strada, grida ai ragazzi: "Se siete bravi,attraversate ora!". E io:"Ma che sta facdendo???". Chi cade, chi grida, chi resta indietro...

Finalmente, non so per quale miracolo, arriviamo in piazza San Pietro. Io prendo venti dei ragazzi e comincio a correre verso il centro della piazza, schiacciando chiunque si frapponesse fra noi e il Papa. Proprio mentre ci sistemavamo, vedendo il balcone papale di fronte, Bendetto XVI cominciava la sua benedizione (che dunque abbiamo preso in diretta!!!)...

Ragazzi, che esperienza! Vi risparmio il seguito (telefonini che non prendevano, fra di noi non ci trovavamo più, metropolitana bloccata)...

Comunque, vi dirò che, a parte il fiatone, la paura di non arrivarci, la preoccupazione di perdere i ragazzi...ne valeva veramente la pena!!!

Ah, a proposito, siamo riusciti a riportarli tutti e 57 sani e salvi a casa (per grazia del nuovo Pontefice!!!)...

E adesso, continuiamo a pregare sperando che il nostro nuovo Pastore sappia guidare la Chiesa con amore, acume e lungimiranza, sempre docile al soffio dello Spirito...

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domenica, aprile 17, 2005

Viaggio d'istruzione!

Domani accompagnerò i miei alunni (anni 15 in media e...sono 57!!!) in viaggio d'istruzione a Roma, insieme ad altri tre docenti!

E se eleggono il Papa mentre siamo ancora lì??? Tremo al pensiero di dover cercare 57 ragazzi in piazza San Pietro in mezzo a milioni di persone!!!

Comunque, la realtà è questa: parto! Fra la preoccupazione e la nostalgia non è facile, in questo momento, allontanarmi da qui: ma forse è proprio quello che devo fare...

Bè: nell'attesa di una fumata bianca, al grido di "Habemus Papam!"...

...auguro a tutti una buona settimana!!!

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giovedì, aprile 07, 2005

La profezia di Malachia 

Nel 1595, un monaco irlandese, Malachia, diffuse una testo (Prophetia de summis pontificibus) che costituisce una delle più terribili profezie riguardanti il futuro della Chiesa e della città di Roma.

Questa profezia è un semplice elenco cronologico dei Papi, a partire da Celestino II (1143-1144) e fino alla fine della Chiesa Cattolica e del mondo.

Ognuno di essi viene identificato sulla base di un breve motto latino. Ad esempio i Papi del nostro tempo sono stati  Pastor ed nauta (Giovanni XXIII), che fu patriarca di Venezia e viaggiatore, De medietate Lunae (Giovanni Paolo I), che è durato solo 33 giorni, De labore solis (Giovanni Paolo II), che proveniva dall'oriente, dalla Polonia.

Secondo la profezia, il prossimo Papa sarà designato dal motto "De gloria olivae": a chi alluderà?

Il successore di Giovanni Paolo II sarà un portatore di pace? Quale incognita si nasconde dietro "la gloria dell'ulivo"? Alcuni commentatori hanno avanzato altre ipotesi. Potrebbe essere collegato allo stemma del nuovo cardinale, come già è avvenuto per altri papi, o alludere al cognome Oliva, appellativo abbastanza diffuso in Italia, Spagna e Corsica. 

Ma l'aspetto più inquietante di questa profezia è che si ferma a tre Papi dopo Giovanni Paolo II: e poi, cosa ci sarà??? L'Apocalisse???
 

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martedì, aprile 05, 2005

   "Il sipario della precomprensione..."

         

Esce in libreria l'ultimo libro di Kundera, Il sipario, splendido racconto sull'arte narrativa e sul genere del romanzo: quest'ultimo, un'intreccio di finzioni, appare come un sipario chiuso che si discosta tanto quanto è necessario per lasciare intravedere la verità.

Alla luce delle mie riflessioni degli ultimi tempi, mi accorgo di quanto siamo attanagliati dalle nostre pre-interpretazioni: crediamo di accostarci alle persone ed alle situazioni con una "trasparenza" di giudizio, ma la nostra comprensione degli eventi e dell'altro è adombrata da una "precomprensione" che, ahimè, diventa spesso "pregiudizio".

Eppure continuo a credere nella libertà e nella verità del sè e dell'altro: pertanto, penso che un animo puro e autentico possa liberarsi del complesso di pregiudizi che ha elaborato e guardare all'altro nella sua reale essenza. Ma questo può farlo solo chi è libero dentro.

Nessuno, se non chi è libero dentro riesce a donare la libertà all'altro e a comprenderlo nella sua verità...

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domenica, aprile 03, 2005

2 Aprile: Arde nel silenzio...

"Arde nel silenzio

come brace il tuo corpo,

sfioriamo a mani sospese

le ceneri

ascoltiamo il tepore:

sarà fuoco,

sarà vento di risurrezione"

                          (A. Casati)

In questa domenica, l'Ottava di Pasqua, esattamente otto giorni dopo Pasqua, ci troviamo nuovamente a vegliare il corpo di un uomo santo: sospesi fra il dolore e l'attesa contempliamo il suo ultimo viaggio...

Non voglio aggiungere alcuna immagine a questo post: l'essenziale non ha bisogno di immagini per esprimersi. L'essenziale è invisibile agli occhi...

Forse il silenzio è l'atteggiamento interiore atto a esprimere le pieghe di un sentire...

Che il nostro vigile silenzio accompagni la morte del Santo Padre...

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venerdì, aprile 01, 2005

Ore di sofferenza per il Papa...

 Il nostro Papa che dolcemente si spegne nel triduo finale dell'Ottava di Pasqua, sembra celare in sè un messaggio profondo, mistico, di silente preghiera...

Forse solo il silenzio e la contemplazione possono esprimere l'empatia di chi avverte la forza interiore di un'anima che si è sempre spesa per la pace e la comunione fra gli uomini...

E la preghiera unisce gli uomini più di ogni altro vincolo...

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