lunedì, maggio 09, 2005

L'amante

 Sto leggendo uno splendido libro (di narrativa!) che narra della difficile integrazione, delle gravi incomprensioni e delle lotte politiche  e militari fra ebrei ed arabi in una città israeliana della fine degli anni Settanta...

  Lo scenario del libro di Yehoshua si dipana sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973...
 
  L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato 
  proprietario di una grande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenne insonne e ribelle; i sogni della moglie Asya,
  intellettuale precocemente ingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti della novantenne Vaduccia; e infine il
  resoconto stupefatto di Gabriel, l'amante scomparso...
 
   L'incomprensione, il pregiudizio, la mancanza di dialogo delineano, attorno alla vicenda, una cupa atmosfera di dubbio e angoscia...
 
   ...la stessa angoscia che invade il cuore dell'uomo quando soffre per l'assenza di comprensione, soprattutto da parte di chi gli sta più
   vicino...
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giovedì, maggio 05, 2005

La Sapienza

"La Sapienza è radiosa e indefettibile,

facilmente è contemplata da chi l'ama

e trovata da chiunque la ricerca.

Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.

Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà,

la troverà seduta alla sua porta.

Riflettere su di essa è perfezione di saggezza,

chi veglia per lei sarà presto senza affanni.

Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione;

la cura dell'istruzione è amore" (Sap 6, 12-17)

 

Basta desiderare la Sapienza perchè essa giunga a noi: lo spirito della conoscenza, la nostalgia del sapere è insita in ogni uomo...occorre solo lasciarla fluire liberamente...senza vincoli, senza costrizioni...

Ma anche la Sapienza più dotta sarebbe sterile e insipida se non fosse corroborata dall'amore: ogni desiderio di sapere dev'essere nutrito dall'amore per la conoscenza, coltivato in un atteggiamento di ascolto, interiore ed esteriore, che vivifica e risolleva...

Credo che tutto andrebbe molto meglio se, per una volta, lasciassimo tacere i nostri pensieri e ci limitassimo ad ascoltare la Voce della Sapienza...Quando crediamo di cercarla in realtà è lei che sta cercando noi...

Amore e conoscenza: non credo che all'uomo occorra altro...

                      

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martedì, maggio 03, 2005

L'innominato...

"Dio veramente grande! Dio veramente buono! io mi conosco ora, comprendo chi sono; le mie iniquità mi stanno davanti; ho ribrezzo di me stesso; eppure...!eppure provo un refrigerio, una gioia, sì, una gioia quale non ho mai provata mai in tutta questa mia orribile vita!" (A.Manzoni, I promessi sposi, cap. XXIII).

Rileggendo il brano dell'incontro fra l'Innominato e il cardinale Borromeo sento tutta la grandezza di un incontro che trasforma la vita di ognuno: dopo una lunga notte insonne l'Innominato sente il suono delle campane, avverte un fuoco dentro, una gioia inaspettata che lo spinge a ricercare quell'abbraccio che lo scioglie da ogni angoscia, da ogni paura...

Trema la sua anima, al pensiero del passato, trascorso fra crimini e misfatti, ma sente tutta la dolcezza delle parole del cardinale e intuisce una profonda verità: "io mi conosco ora!".

La verità di ciascuno...la ricerca della propria identità coincide dunque con la scoperta di quell'Assoluto, presente in ognuno di noi eppure tante volte celato, offuscato, impercettibile...

"Conoscere se stessi", l'antica massima dell'oracolo delfico, rimane ancora una delle sfide esistenziali più ardue...Soprattutto quando, nella nostra vita, incorriamo in momenti di svolta, di cambiamento...Allora ci domandiamo: in cosa consiste la nostra vera identità?

postato da: mymy alle ore 19:28 | Permalink | commenti (9)
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