Neverland
Stamattina mi è capitato di vedere questo film (Neverland, appunto!) a mesi di distanza dalla sua uscita nelle sale cinematografiche...
Il film racconta storia di James M.Barrie, affermato drammaturgo scozzese che, stufo dei soliti vecchi temi, inaspettatamente trova una nuova ispirazione quando un giorno, durante la passeggiata che fa ogni giorno per i giardini di Kensington, incontra la famiglia Llewelyn Davies, quattro bambini orfani di padre e la loro bella madre. Nonostante la disapprovazione della nonna dei bambini e il risentimento di sua moglie, Barrie fa amicizia con la famiglia trasformando i ragazzi nei "ragazzi perduti dell'isola che non c'è". Dalle avventure elettrizzanti dell'infanzia scaturisce il capolavoro di Barrie, Peter Pan.

A prescindere dalla convenzionalità della trama, il film presenta delle piacevoli scene di astrazione dalla realtà, dispiegando, dinanzi agli occhi ingenui dello spettatore, un sottile gioco di illusioni che consentono di infrangere i tristi movimenti della quotidianeità per rifugiarsi in un flusso inaspettato di fantasia che si apre sul mondo della possibilità...
Al di là di ogni valutazione... credo che la storia narrata nel film ci ponga dinanzi alla seguenti questioni: è possibile per un adulto possedere ancora quella facoltà di immaginazione di cui si è tanto dotati da bambini? E, soprattutto, tale fantasia riesce effettivamente a mascherare le deformazioni della realtà, presentandole sotto una luce nuova, oppure si rivela, ancora una volta, blanda ed illusoria???
Beh...credo che se fossimo in grado di conservare in noi almeno un riflesso di quest'immaginazione, sapremmo affrontare avversità e dolori con una freschezza ed una leggerezza del tutto inaspettate...



